Martedì, 05 Luglio 2016 08:11

QUELLE SEMPLICI REGOLE SOCIALI NON SCRITTE CHE, SE APPLICATE, FANNO MERAVIGLIE

COME CAMBIEREBBE LA NOSTRA VITA SE SEMPLICEMENTE FACESSIMO CASO AD ALCUNE CATTIVE ABITUDINI QUOTIDIANE INNESCANDO UN’INVERSIONE DI TENDENZA?

Eccoci già al 2° blog di Censupcom. Oggi puntiamo il faro su alcuni comportamenti sociali,  forse in apparenza banali e trascurabili,  ma la cui rimozione o correzione gioverebbe non solo a chi ci sta intorno,  ma a ben vedere e in primo luogo a noi stessi. Faremo alcuni esempi di situazioni attuate dagli altri e da noi subite,  semplicemente perché quando viviamo qualcosa sulla nostra pelle da “vittime” è più facile farci caso ed eventualmente scopriremo poi di essere stati spesso anche noi,  inavvertitamente e nostro malgrado,  “carnefici”. Primo caso. Usciamo dal condominio e premiamo il pulsante di apertura del cancelletto che dà sulla strada,  poi ci incamminiamo sul vialetto del cortile interno per raggiungere l’uscita. In quel momento entra un tizio e chiude il cancello dietro di sé senza curarsi del fatto che stavamo arrivando. Secondo caso. Stiamo scendendo da un autobus insieme ad altre persone,  ma la corpulenta signora davanti a noi,  non appena messo piede a terra,  si arresta improvvisamente ostruendo l’uscita degli altri passeggeri dietro di lei,  si guarda intorno come fosse sola al mondo e poi prosegue per la sua strada rasente all’autobus. Terzo caso. Un signore in scooter è chiaramente arrivato a destinazione,  ma lascia il motore acceso per ancora un minuto almeno: nel frattempo consulta lo smartphone,  si leva il casco con molta calma,  scende dal motociclo e finalmente si decide a spegnare il motore,  cessando così il suo inquinamento chimico e acustico. Ultimo caso. Vediamo una ragazza lasciare che il suo cane espleti i bisogni fisiologici e subito dopo allontanarsi tranquillamente con l’animale al guinzaglio. La richiamiamo allora al suo dovere civico,  dicendole di aver saputo di una persona anziana che qualche anno prima aveva riportato la frattura di un femore per essere scivolata su un escremento,  terminando poi la sua esistenza in ospedale.  Leggiamo negli occhi della ragazza tutto il rammarico per la propria incivile negligenza. Non intendiamo qui addossare ad alcuno colpe più grandi del dovuto. Solo osservare che,  con qualche piccola attenzione in più,  si vive tutti meglio.

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