Mercoledì, 03 Agosto 2016 09:11

CHI TACE ACCONSENTE. PERCHÉ IN COMUNICAZIONE VALE IL PRINCIPIO DEL “SILENZIO-ASSENSO”?

SE NON INTENDO PRENDERE ALCUNA POSIZIONE IN MERITO A QUALCOSA,  PERCHÉ NON POSSO SEMPLICEMENTE NON PRONUNCIARMI? È DAVVERO POSSIBILE ASTENERSI DAL COMUNICARE?

Oggi mettiamo sotto la lente d’ingrandimento un dilemma amletico: è possibile non comunicare nulla? La risposta è no. Che sia impossibile non comunicare alcunché è assolutamente assodato. In linea di massima,  infatti,  chi non comunica quando ci si aspetta che debba farlo,  sta in realtà comunicando. Con il suo silenzio potrà semplicemente comunicarci di non voler comunicare. O il suo tacere può significare qualcos’altro. Prendiamo ad esempio un’azienda produttrice di automobili che annunci il lancio di un nuovo modello di utilitaria. E ipotizziamo anche che,  nello stesso momento,  un concorrente comunichi l’ingresso sul mercato di una vettura sportiva. Ebbene,  tutti gli altri produttori d’auto che tacciono,  implicitamente ci stanno comunicando di non avere nuove auto nella propria gamma. Poiché non si comunica solo con parole e immagini,  ma anche con “comportamenti concludenti”,  facciamo un altro esempio interessante. Un professore dice agli allievi: “Chi non ha studiato ieri alzi la mano”. A questo punto alcuni alzano la mano,  chi con una certa prontezza,  chi tentennando un po’. Logicamente,  l’insegnate dedurrà che solo chi ha alzato la mano non ha studiato,  mentre tutti gli altri lo hanno fatto. Ad una indagine più approfondita,  potrebbe però emergere che tra coloro che hanno alzato la mano c’era anche chi aveva invece studiato,  ma non sentendosi pronto per un’eventuale interrogazione,  aveva sperato di rientrare nel gruppetto di studenti cui il professore avrebbe concesso di giustificarsi preventivamente. Viceversa,  tra quanti non hanno alzato la mano poteva nascondersi chi non aveva affatto studiato,  ma temeva di esporsi o di essere penalizzato dall’insegnante. Facciamo ora un esempio divertente. Ci troviamo allo stadio di San Siro a Milano ed è in corso il “derby”,  ovvero la sfida tra le due squadre cittadine del Milan e dell’Inter. A un certo punto,  nel settore che ospita i tifosi milanisti,  qualcuno intona un noto coretto: “Chi non salta,  chi non salta interista è,  è!”. Tutti ovviamente iniziano a saltare,  ma è chiaro che tra loro ci potranno essere anche malcapitati tifosi interisti in incognito,  juventini,  spettatori imparziali,  ecc. Il principio del“silenzio-assenso” resta però un assunto fondamentale della comunicazione,  in quanto questa si fonda sui presupposti di semplificazione,  velocità e certezza necessari alla nostra mente nella elaborazione di ogni stimolo proveniente dal mondo esterno.

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