• TIMIDEZZA ZERO

 

A chi si rivolge il corso

Tutti, in misura diversa, siamo timidi. La timidezza è uno stato di disagio legato a fattori di cui non abbiamo un completo controllo, ma che, se capiti correttamente, si possono affrontare e sconfiggere.

La timidezza, in qualche modo è una “paura”, rappresenta un naturale e automatico meccanismo di difesa funzionale e va compreso come tale, con una particolare consapevolezza: proprio perché si tratta di un automatismo, sortisce effetti anche negativi e talvolta paralizzanti. La volontà e la razionalità non riescono a sconfiggere questi “dinamismi delle emozioni”, altrimenti basterebbe leggere un buon libro specifico.

Tutti abbiamo imparato a convivere con la timidezza, ma una cosa è certa: siamo sempre e troppo timidi proprio quando non vorremmo esserlo! Cosa succede quando siamo imbarazzati? Come comunichiamo quando siamo agitati? Quante cose ci precludiamo in partenza a causa della timidezza?

Dobbiamo considerare che, anche se lieve, la timidezza agisce come la pinza di un freno sulla nostra volontà. In ogni caso, occorre essere ben consci del fatto che esistono diverse tipologie di timidezza e che ognuna va compresa e affrontata in modo personale. Pertanto, l'attività che viene condotta in questo percorso sarà rigorosamente individuale e portata avanti nella più assoluta riservatezza e nel totale rispetto della privacy dell’utente.

La timidezza si può combattere attraverso la recitazione? Contrariamente a quanto vorrebbero alcuni luoghi comuni, dopo tanti anni di specifiche esperienze in merito, possiamo asserire che fare teatro aiuta assai poco o nulla a vincere la timidezza. La persona timida, nel momento in cui indossa una “maschera” del personaggio che interpreta, può calarsi nei panni, per esempio, di uno sfrontato Don Giovanni seduttore, ma poi, una volta calato il sipario, tornerà mestamente nell’usuale ruolo di impacciato nelle relazioni con gli altri, vivendo così una sorta di sdoppiamento che, purtroppo, non cambia e non si scioglie. Il fattore emozionale continuerà ad avere il dominio. Il benessere nelle proprie relazioni è tutta un'altra cosa rispetto all'adozione di un personaggio, e stare in scena davanti a centinaia di persone non porta l'individuo a questo benessere. E' assai frequente osservare che anche i grandi attori, nel loro quotidiano, sono timidi e riservati.

Tuttavia, grazie all’interdisciplinarità olistica di Censupcom, l’eventualità di un insuccesso è da escludersi, in quanto le attività svolte in Timidezza Zero sono supportate da oltre venti anni di esperienza pratica.

Su questo e su altri punti, saremo lieti di fornire ulteriori spiegazioni e dettagli in un incontro personale presso la nostra sede.

 

L’obiettivo

Una migliore qualità delle relazioni con gli altri e un maggior benessere interiore costituiscono i punti d’arrivo di questo percorso.

La persona che vince la timidezza imparando a gestire le proprie emozioni si libera dalle inibizioni autolimitanti nelle proprie relazioni con gli altri e dunque acquisisce sicurezza di sé e autostima. È gratificato dalla migliore qualità dei rapporti umani e pertanto guadagna in benessere e gode maggiormente della vita.

Spesso la migliore qualità della vita che ne discende può intendersi anche in senso schiettamente economico. Sono infatti numerosi i casi da noi registrati di partecipanti ai corsi Timidezza Zero che in seguito al loro percorso con Censupcom hanno ricevuto inaspettati incarichi o migliori qualificazioni nelle mansioni sul lavoro, conseguito avanzamenti in carriera e perfino intrapreso con successo nuove avventure professionali o imprenditoriali.

 

Cosa si apprende

Oggetto della nostra indagine conoscitiva sono le due sedi dove i sentimenti agiscono: la mente ed il corpo. La mente in quanto area della nostra percezione e del linguaggio, il corpo poiché in esso avviene una traduzione fisica involontaria ed inequivocabile (nervosi, tic, balbuzie, segnali di inquietudine, comportamenti involontari o incontrollati di varia natura) che comunica in un modo speciale il nostro stato d'animo.

Le emozioni vengono comprese, approfondite e studiate su sé stessi in modo di arrivare a produrre, quanto più possibile, una vera e propria “indipendenza emozionale”, che è la premessa di un benessere personale interiore stabile nel tempo.

Per ottenere questo scopo, l'utente viene condotto attraverso vari tipi di esercizi ed esperienze che gli consentono di focalizzarsi sulla propria emozionalità e pertanto di imparare a gestirla. Non viene comunque mai forzato a fare o commettere azioni che non si senta di fare, ma gli stimoli che riceve lo guidano a percepire sé stesso sempre più definitamente.

Data la natura personale dell’esperienza formativa, il corso è assolutamente individuale.

È noto come le più diffuse modalità di attività di gruppo non diano risultati stabili ed efficaci nel tempo poiché l' attenzione della figura guida (istruttore) e quella degli utenti stessi vengono disperse in un sistema approssimativo di regole, analisi critiche ed enunciazioni che potranno anche essere di nostro gradimento e stimolarci, ma a conti fatti resteranno distanti e non avranno prodotto quel reale e concreto bagaglio di esperienza di cui l'individuo ha bisogno per superare le difficoltà.

 

La consapevolezza della comunicazione nei rapporti umani

I mass media – e da decenni a questa parte anche Internet e in seguito perfino i social network – comunicano da un pulpito dove la parola assume un peso preponderante e nel quale qualunque cosa venga affermata verbalmente assume autorevolezza se non addirittura una sacralità fattuale.

Ma nella realtà individuale di ciascuno di noi, la parola ha un peso ben minore e un valore relativo. Infatti, accanto ad ogni sequenza articolata di suoni che produciamo attraverso le corde vocali per ordine della nostra mente cosciente, vi sono una innumerevole quantità di altri segnali che interferiscono con il flusso della nostra comunicazione verbale. Ci riferiamo alla meta-comunicazione, di cui parlarono per la prima volta gli psicoterapeuti della Scuola di Palo Alto in California alla fine degli anni 1950.

In sintesi, la meta-comunicazione è la parte “non verbale” della nostra capacità di comunicare e rappresenta oltre l'80% della comunicazione umana nel suo insieme. Essa infatti veicola quello che esprimiamo in modo parallelo e, quando diciamo qualcosa, il nostro corpo manifesta stati d'animo, intenzioni e segnali di vario valore ma non sempre coerenti con il nostro pensiero e dei quali raramente siamo coscienti. La comunicazione, nel suo insieme è composta di flussi che – quando siamo a disagio – vanno in direzioni diverse e talora opposte a quelle che razionalmente vorremmo.

Così accade, per esempio, che desideriamo ardentemente parlare con una persona, ma quando lo facciamo diventiamo rossi in viso e non troviamo le parole giuste. In pratica avviene che le nostre emozioni (paure) guidano il corpo ad esprimere quel disagio che speravamo di tenere nascosto.

Oppure possiamo esternare a parole approvazione e consenso, ma tradire con l'atteggiamento corporeo delusione e dissenso, e così via. Mediamente le persone non sono abituate a notare queste particolari e importanti “segnalazioni” quando dialoghiamo con loro o con terzi.

Allora questo percorso conduce l'utente a scoprire non soltanto le regole per interpretare i comportamenti, ma anche e soprattutto favorisce l’acquisizione di una lucida e analitica capacità di osservazione: premessa indispensabile sulla quale si basa un buon intuito comunicativo ed una consapevole percezione e guida delle emozioni.

 

Strutturazione del corso

Il percorso formativo comprende 3 fasi della durata di 3 mesi ciascuna:

Elementi teorici funzionali

L'utente è guidato a cogliere i meccanismi in gioco nei rapporti umani, viene portato a comprendere cosa esaminare e come osservare sé stesso e le proprie emozionalità. L'attività formativa si svolge intercalando aspetti cognitivi ed esempi pratici del quotidiano, in modo di mantenere un quadro/livello di comprensibilità adatto alla persona. L'utente incomincia a capire quante cose di sé stesso non ha ben chiare e il percorso si profila, in pratica, sulle sue proprie esigenze e/o sensibilità.

 

 

Esercitazioni teorico/pratiche

In questa fase, l'utente entra in contatto con i propri strumenti comunicativi reali, attraverso una serie di esercizi pratici. Inizia a rendersi consapevole dei propri mezzi espressivi, quali ad esempio il modo in cui parla, quale voce emette, ecc.; scopre le proprie capacità e, soprattutto, nuove modalità nel proprio spontaneo modo di comunicare. Già in questa fase, l'utente trova importanti benefici, imparando a gestire le forme di tensione più somatiche, come ad esempio quelle addominali e del trapezio; scopre che la timidezza possiede una certa quantità di tensioni fisiche, da imparare e gestire, e viene addestrato a farlo con successo.

 

Training applicativo

In questa terza fase, l’utente inizia definitivamente a conoscere il proprio modo di essere, attraverso esercizi speciali dove l'intera persona viene a riconoscersi e a prendere coscienza di sé. In questa parte di attività l'individuo “scopre” la sua realtà più autentica e capisce nel concreto come gestire la propria emozionalità. Diviene capace di controllare e guidare le proprie emozioni più profonde e forti, imparando così a neutralizzare la timidezza e i suoi fastidiosi effetti.

Ricorda: i nostri corsi non sono mai standardizzati, ma si basano sulle esigenze della singola persona.

 

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