DICONO DI NOI

MICHELE GIARETTA
Odontoiatra Conferenziere

Sono un odontoiatra, libero professionista con un interesse per l’area tutoriale. Iniziai a considerare l’idea di un corso in Public Speaking quando fui video ripreso da un amico durante una mia presentazione e realizzai che qualcosa non andava. Non riuscivo a focalizzare quale fosse il problema, ma di certo mancavo di credibilità. Nello stesso periodo venni a sapere dell’attività del Censupcom e decisi di fare un giro da quelle parti.L’ambiente era coinvolgente e mi sentii subito a mio agio. Mi fu proposto un corso individuale. So bene che un medico non sarebbe in grado di diagnosticare se stesso perché mancherebbe di obiettività. Allo stesso modo, in questo contesto, avevo bisogno di uno sguardo esterno, se possibile rassicurante. All’inizio non avevo idea di che cosa si trattasse esattamente, poi da lì a poco capii che poteva essere un bel gioco, che si poteva fare liberamente, senza pregiudizi. Compresi così che per esprimere se stessi occorre riconoscere gli stimoli incondizionati ai quali si è inevitabilmente esposti ma anche gli elementi che ci hanno strutturato, le proprie proiezioni e le proprie emozioni. A quel punto il corpo era più libero di esprimersi. Non sempre così facilmente, ci vuole anche pazienza. Ma fu importante la consapevolezza...corpo e mente, mente e corpo...in armonia ... per poi alla fine provare ad esser un tutt’uno. Per mio carattere cercai di arginare gli entusiasmi, ma allo stesso modo non mi abbattevo di fronte alle difficoltà. Terminato il corso annuale fui soddisfatto, sia per la qualità delle mie presentazioni congressuali sia perché capii che avevo iniziato ad apprendere un nuovo linguaggio: era solo l’inizio. Presi confidenza, mi proposero e decisi di accettare una nuova esperienza allargata, impersonare un poliziotto per proporlo nell’ambito di un cortometraggio. Fu un’altra occasione per crescere in espressività. Per qualcuno, ancora oggi sono Henry, il poliziotto corrotto. Mi considero un neonato in questo ambito, ma so parlare, mi osservo, mi percepisco e mi critico. Forse ho trovato gli strumenti giusti per crescere.